La corsa agli onori All-NBA
La corsa agli onori All-NBA di quest’anno si preannuncia incredibilmente complessa. In tutta la lega, ci sono sempre molte prestazioni individuali di alto livello, il che rende difficile mettere in evidenza tutti i candidati. Considerando il requisito minimo di 65 partite giocate, il campo di candidati si restringe, rendendo le decisioni ancora più complicate. In questo articolo, faremo un’istantanea di come potrebbero apparire le squadre All-NBA poco oltre il giro di boa della stagione, selezionando giocatori attualmente sulla buona strada per soddisfare i requisiti di idoneità entro la fine dell’anno. Giocare 65 delle 82 partite significa partecipare a circa il 79% delle partite della propria squadra.
Ecco un elenco di nomi notevoli che attualmente non sono su quella strada e quindi non influenzeranno i miei calcoli — almeno per ora. Tra questi: Nikola Jokić (32 partite su 48, 66.7%), Giannis Antetokounmpo (30/46, 65.2%), Victor Wembanyama (33/47, 70.2%), Stephen Curry (38/49, 77.6%), Kawhi Leonard (33/46, 71.7%), Lauri Markkanen (35/48, 72.9%) e Paolo Banchero (36/46, 78.3%).
(Bruno Rouby/Yahoo Sports Illustration)
Ecco alcuni nomi già esclusi dalla contesa: Joel Embiid (27/47, 57.4% – massimo di 62 partite), Austin Reaves (23/46, 50% – massimo di 59 partite), Jimmy Butler (39 partite, fuori per la stagione) e Franz Wagner (26/46, 56.5% – massimo di 62 partite). Approfondiamo, va bene?
All-NBA First Team
Jaylen Brown, Celtics
Statistiche: 29.4 punti (53/36/78 percentuali di tiro), 6.8 rimbalzi, 4.9 assist, 1.0 rubate.
Brown è stato il fulcro di una delle migliori storie — e squadre! — della NBA in questa stagione. La sua combinazione di penetrazioni, tiri in sospensione e miglioramento nel playmaking ha contribuito a guidare il secondo miglior attacco della lega a Boston. La sua capacità di affrontare compiti difensivi difficili quando necessario è un ulteriore bonus, come dimostra il fatto che ha aperto la stagione affrontando Joel Embiid e ha preso in carico Kawhi Leonard nella stessa partita in cui ha segnato 50 punti.
Cade Cunningham, Pistons
Statistiche: 25.3 punti (51/32/82 percentuali di tiro), 5.7 rimbalzi, 9.7 assist, 1.5 rubate, 0.8 stoppate.
Gestire un alto utilizzo è un compito difficile, specialmente per una buona squadra, dove la pressione e la responsabilità aumentano. Che Cunningham sia stato così bravo, guidando la lega negli assist mentre realizza innumerevoli tiri in sospensione, è una testimonianza del suo talento e della sua intelligenza cestistica. I Pistons sono stati la migliore squadra dell’Est e Cunningham è in cima a quella lista.
Luka Dončić, Lakers
Statistiche: 33.6 punti (58/34/78 percentuali di tiro), 7.7 rimbalzi, 8.7 assist, 1.5 rubate.
Dončić è già un giocatore offensivo storicamente dominante e ha alzato ulteriormente l’asticella per se stesso nonostante infortuni e incertezze nella formazione. Convertire il 58% dei suoi tiri da due, raramente arrivando al ferro e con circa l’80% di quei tiri creati da lui stesso, è incredibile. I Lakers non sarebbero tra le prime sei senza i suoi sforzi.
Shai Gilgeous-Alexander, Thunder
Statistiche: 32.0 punti (61/39/89 percentuali di tiro), 4.4 rimbalzi, 6.2 assist, 1.3 rubate, 0.8 stoppate.
Favorito per l’MVP, Gilgeous-Alexander si è affermato come il principale marcatore della lega. Penetra più di chiunque altro e ha mostrato una maggiore comodità nel prendere tiri da tre in movimento. I Thunder dominano le squadre con lui in campo, e lui è la ragione principale per cui hanno il miglior record della lega.
Donovan Mitchell, Cavaliers
Statistiche: 29.4 punti (57/38/84 percentuali di tiro), 4.8 rimbalzi, 5.8 assist, 1.5 rubate.
Mitchell è stata l’unica costante dei Cavaliers, che hanno vinto cinque partite di fila e ora sono a una sola partita dal secondo posto. Ha tirato con un volume impressionante e ha liberato una serie di canestri creativi dalla media distanza. I numeri parlano chiaro: i Cavaliers hanno un differenziale punti da squadra da 57 vittorie con lui in campo e da 32 vittorie con lui in panchina.
All-NBA Second Team
Jalen Brunson, Knicks
Statistiche: 27.6 punti (53/38/85 percentuali di tiro), 3.2 rimbalzi, 6.0 assist, 0.6 rubate.
Brunson è un marcatore incredibilmente talentuoso e un giocatore difficile da difendere. La sua abilità nel creare spazio e il suo tiro da tre sempre più pronto lo rendono un problema per le difese.
Kevin Durant, Rockets
Statistiche: 26.5 punti (56/41/89 percentuali di tiro), 5.4 rimbalzi, 4.5 assist, 0.7 rubate, 0.9 stoppate.
Durant continua a scalare le classifiche, dimostrando di essere un tiratore versatile e una minaccia in isolamento. La sua presenza ha elevato il livello dell’attacco dei Rockets.
Anthony Edwards, Timberwolves
Statistiche: 29.3 punti (55/41/79 percentuali di tiro), 5.2 rimbalzi, 3.7 assist, 1.3 rubate, 0.8 stoppate.
Edwards ha avuto una stagione offensiva straordinaria, dimostrando di essere un forte difensore on-ball nei momenti chiave.
Tyrese Maxey, 76ers
Statistiche: 29.4 punti (53/39/89 percentuali di tiro), 4.2 rimbalzi, 6.9 assist, 2.0 rubate, 0.9 stoppate.
Maxey è diventato il giocatore più importante dei Sixers, creando problemi per le difese con la sua velocità e il suo tiro.
Jamal Murray, Nuggets
Statistiche: 25.9 punti (52/44/88 percentuali di tiro), 4.3 rimbalzi, 7.3 assist, 1.0 rubate.
Murray ha avuto un inizio di stagione straordinario, dimostrando di essere un tiratore e un penetratore di alto livello.
All-NBA Third Team
Deni Avdija, Trail Blazers
Statistiche: 25.8 punti (54/36/80 percentuali di tiro), 7.2 rimbalzi, 6.8 assist, 0.8 rubate, 0.6 stoppate.
Avdija ha dimostrato di essere un giocatore chiave per i Blazers, contribuendo in modo significativo all’attacco della squadra.
Scottie Barnes, Raptors
Statistiche: 19.4 punti (55/31/83 percentuali di tiro), 8.3 rimbalzi, 5.6 assist, 1.3 rubate, 1.5 stoppate.
Barnes ha avuto una stagione eccellente, dimostrando versatilità e capacità difensive.
Devin Booker, Suns
Statistiche: 25.4 punti (52/31/86 percentuali di tiro), 4.0 rimbalzi, 6.2 assist, 0.9 rubate.
Booker ha guidato l’attacco dei Suns, dimostrando di essere un canestro a sé stante.
Julius Randle, Timberwolves
Statistiche: 22.2 punti (56/33/82 percentuali di tiro), 6.9 rimbalzi, 5.3 assist, 1.2 rubate.
Randle ha avuto un impatto significativo sull’attacco dei Timberwolves, dimostrando efficienza e versatilità.
Chet Holmgren, Thunder
Statistiche: 17.8 punti (66/38/77 percentuali di tiro), 8.6 rimbalzi, 1.6 assist, 0.6 rubate, 2.0 stoppate.
Holmgren è stato un finalizzatore efficiente e un forte difensore, con un caso convincente per il Defensive Player of the Year.
On The Bubble
Jalen Duren, Pistons
Statistiche: 17.9 punti (64/0/72 percentuali di tiro), 10.6 rimbalzi, 1.7 assist, 0.9 rubate, 0.9 stoppate.
Duren è stato fondamentale per il successo dei Pistons, contribuendo sia in attacco che in difesa.
James Harden, Clippers
Statistiche: 25.4 punti (49/35/90 percentuali di tiro), 4.8 rimbalzi, 8.1 assist, 1.3 rubate.
Harden ha continuato a dimostrare la sua produttività, nonostante le difficoltà iniziali della sua squadra.
Jalen Johnson, Hawks
Statistiche: 22.9 punti (56/36/78 percentuali di tiro), 10.5 rimbalzi, 7.9 assist, 1.2 rubate.
Johnson ha assunto un ruolo di maggiore responsabilità nell’attacco degli Hawks, dimostrando versatilità e capacità di creare gioco.
Michael Porter Jr., Nets
Statistiche: 25.6 punti (57/40/85 percentuali di tiro), 7.3 rimbalzi, 3.2 assist, 1.1 rubate.
Porter Jr. ha avuto un impatto significativo a Brooklyn, dimostrando efficienza e versatilità.
Alperen Şengün, Rockets
Statistiche: 21.1 punti (54/30/69 percentuali di tiro), 9.1 rimbalzi, 6.3 assist, 1.5 rubate, 1.0 stoppate.
Şengün ha avuto una stagione impressionante, ma è stato escluso dalla terza squadra per la sua efficienza e il numero di partite giocate.