I Knicks mancano di ritmo offensivo e fisicità difensiva nella dura sconfitta 111-99 contro gli Hawks

Ritorno a casa e difficoltà per i Knicks

Il ritorno a casa dopo una pesante sconfitta di Capodanno e il cambio di calendario al 2026 non hanno risolto le recenti difficoltà per i Knicks, che hanno faticato enormemente a segnare e difendere in una frustrante sconfitta per 111-99 contro gli Hawks, venerdì sera al Madison Square Garden.

Punti salienti della partita

Come se la profondità dei Knicks avesse bisogno di ulteriori prove, Josh Hart e Mitchell Robinson hanno saltato le ultime quattro e tre partite, rispettivamente, a causa di infortuni. Venerdì sera si è aggiunto un altro giocatore chiave indisponibile: Karl-Anthony Towns, inizialmente elencato come in dubbio per un malanno, è stato declassato a fuori prima del salto a due. L’assenza di Towns ha costretto Miles McBride a entrare nel quintetto titolare per la decima volta in questa stagione, e con Robinson assente, Ariel Hukporti ha ricevuto il suo quarto avvio. I Knicks hanno ora schierato 10 diverse formazioni iniziali in 34 partite.

McBride ha rapidamente approfittato del suo ruolo elevato, segnando un paio di triple che hanno aiutato i Knicks a prendere un vantaggio iniziale di 11-2. Mentre tutti e cinque i titolari dei Knicks hanno contribuito con punti nei primi quattro minuti di gioco, gli Hawks si sono gradualmente ripresi, producendo un parziale di 14-3 che ha pareggiato il punteggio a 16-16 al 7:33. Da lì, entrambe le squadre hanno attaccato con un movimento di palla costante, alternandosi nel vantaggio, ma un aumento del punteggio da parte degli Hawks li ha portati in vantaggio di tre, 33-30, dopo 12 minuti.

Andamento della partita

Gli Hawks hanno aperto il secondo quarto con sei punti rapidi, costringendo i Knicks a chiamare un timeout, in svantaggio di nove. Dopo la pausa, Jordan Clarkson ha segnato una tripla per ridurre il deficit dei Knicks a sei, ma il loro svantaggio è salito in doppia cifra con 2:40 rimasti nel primo tempo, e poi a un imponente 15 con 1:16 da giocare. La combinazione di un attacco lento e una difesa debole nell’area ha reso il pubblico del Garden irrequieto. All’intervallo, i Knicks erano in svantaggio 60-47, tirando solo 5 su 24 da tre, con Jalen Brunson come miglior marcatore (11). Non all’altezza, considerando che la squadra aveva realizzato ben 22 tiri da oltre l’arco nella sconfitta di mercoledì contro gli Spurs. In generale, i Knicks mancavano di un senso di urgenza su entrambi i lati del campo.

Il deficit è aumentato a 19 dopo solo 90 secondi di gioco nel terzo quarto, costringendo i Knicks a chiamare un timeout con un certo senso di disperazione per una scintilla. In modo astuto, gli Hawks hanno mantenuto il controllo, dirigendo tutta l’attenzione e la fisicità verso Brunson, l’unico catalizzatore dei Knicks in difficoltà. Al 4:06, i Knicks erano in svantaggio di 24 punti, il peggior punteggio della stagione, e gli sforzi di Mikal Bridges e OG Anunoby con la palla erano sotto la media: hanno combinato 18 punti con 5 su 17 al tiro dopo tre quarti. Una difesa dei Knicks più piccola, che faticava a vincere palloni 50-50, non aveva risposta per la stella degli Hawks Jalen Johnson, che ha impiegato solo 28 minuti di gioco per registrare un triplo doppio.

Meglio tardi che mai, Bridges e Anunoby hanno fornito un’energia tanto necessaria all’inizio del quarto quarto, orchestrando un parziale di 11-0 che ha ridotto il deficit dei Knicks da 24 a 13 con 8:54 rimasti, costringendo gli Hawks a chiamare un timeout. Ma il cambio di momentum è stato di breve durata, poiché due triple di Luke Kennard in possesso consecutivi hanno riportato il margine a 19. Gli Hawks hanno continuato a contestare i tentativi da tre dei Knicks, con un enorme successo. Il trio Brunson, Bridges e Anunoby è stato limitato a un misero 5 su 27 al tiro da lontano, vivendo e morendo dalla tripla, sotto la supervisione di Mike Brown.

Brunson ha fatto del suo meglio per resistere al contatto come aggressore e facilitatore, ma i suoi 24 punti e cinque assist non sono stati affatto sufficienti, considerando quanto poco hanno offerto i suoi compagni di squadra e quanto gli Hawks abbiano creato problemi. A merito dei Knicks, non hanno alzato bandiera bianca nonostante le frustrazioni di Brunson: hanno continuato a ridurre il loro svantaggio, portandolo a una cifra singola, 108-99, con 1:29 rimanenti. Se solo i livelli di energia ed efficienza fossero stati più alti prima. I Knicks non hanno avuto altra scelta che fare fallo sugli Hawks nell’ultimo minuto, annullando la più sottile possibilità di un miracolo.

Considerazioni finali

Mentre i Knicks si aspettavano ulteriori sfide con Towns, Hart e Robinson in abiti civili, uno dei più grandi antagonisti della squadra non era nemmeno in campo per rappresentare una minaccia. La stella degli Hawks, Trae Young, alle prese con un infortunio al quadricipite, ha fatto il tifo dalla panchina per tutta la notte, e la sua assenza ha reso le difficoltà dei Knicks ancora più sconcertanti. In generale, la squadra ha tirato il 39% dal campo e un minimo stagionale del 20% (9 su 44) da tre. Bridges e Anunoby hanno prodotto 18 e 19 punti a testa, e un’intera rotazione di sette uomini dalla panchina ha contribuito solo con 19 punti. Hukporti non può essere criticato per il suo impegno: ha registrato i massimi stagionali in rimbalzi (17), stoppate (4) e minuti (28).

MVP della partita: Jalen Johnson. Il pubblico del Garden è rimasto deluso nel vedere un diverso marcatore di nome Jalen prendere il comando. L’ala di quinto anno ha consegnato un triplo doppio di 18 punti, 11 assist e 10 rimbalzi in 38 minuti. Onyeka Okongwu e Nickeil Alexander-Walker hanno anche contribuito con 23 punti a testa.