Rimanere o Andare: Dovrebbero i Knicks Riassumere Cam Payne?

Panoramica su Cam Payne e la sua stagione con i Knicks

Uno dei free agent non vincolati dei Knicks di quest’estate è il veterano playmaker Cam Payne, che lo scorso anno è arrivato nella squadra con un contratto annuale al minimo per veteran. Payne stava uscendo dal suo nono anno e dalla sua sesta squadra nella lega e riuscì a conquistarsi il ruolo di secondo playmaker durante il preseason.

Nonostante Miles McBride avesse avuto un’ottima stagione e New York avesse selezionato un altro playmaker, Tyler Kolek, Payne ha dimostrato di avere delle qualità utili. Ormai si sa cosa aspettarsi da lui: un palleggio costante, un’energia immediata dalla panchina e, quando è in forma, la capacità di realizzare punti determinanti.

Statistiche e performance di Payne

Payne ha registrato una media di 6,9 punti e 2,8 assist con il 45,3% di percentuale di tiro da due e il 36,3% da tre in 15 minuti a partita. Le sue statistiche di on/off sono state solide principalmente grazie alle formazioni di panchina coese con Karl-Anthony Towns.

Ha vissuto un buon periodo a novembre, con sei partite in doppia cifra in sette incontri, mentre i Knicks hanno ottenuto un record di 4-1 quando ha dovuto sostituire un titolare a causa di infortuni o per il riposo negli ultimi giorni di stagione.

Il momento clou della sua stagione è stata una prestazione da 14 punti in Gara 1 contro i Detroit Pistons, in cui ha contribuito a un parziale di 21-0 che ha permesso ai Knicks di riprendere il controllo della serie. Sfortunatamente, questi rari momenti positivi sono stati solo frutto di lampi in una campagna altrimenti instabile.

Critiche e problematiche

Payne si è rivelato una falla in difesa e ha visto diminuire i suoi minuti man mano che la stagione si sviluppava. Veniva spesso messo in panchina durante il secondo tempo se il suo tiro non entrava, cosa che accadeva frequentemente.

L’ex allenatore Tom Thibodeau non ha mai cercato di spostarlo dalla sua posizione di rotazione, nemmeno con Kolek al suo fianco o quando Delon Wright si è unito alla squadra. Fino ai playoff, i Knicks si sono trovati in svantaggio 0-2 contro Indiana e Payne aveva accumulato una percentuale del 23,8% da tre, con un -30 di plus-minus, al di fuori di quell’esplosione di Gara 1.

Futuro e possibilità di rifirmare

Ci sono state molte occasioni per apportare cambiamenti anticipati nei playoff o durante la stagione regolare. Non si può certo dare la colpa a Payne se è stato così tanto utilizzato nonostante le sue difficoltà: un nuovo allenatore potrebbe offrirgli un ruolo più situazionale, il che sarebbe vantaggioso sia per lui sia per la squadra, nel caso in cui i Knicks decidano di riportarlo.

Se non verrà sovrautilizzato, non ci sarebbe nulla di male a riaverlo come guardia di riserva in caso di emergenze. Il giusto allenatore darà priorità allo sviluppo del loro playmaker giovane e darà meno minuti dannosi ai veterani.

È difficile immaginare un grande mercato per i suoi servizi. I playmaker più piccoli e più inclini a segnare sono abbondanti e, al momento, poco attraenti; inoltre, non ha avuto una stagione tale da giustificare più di un altro contratto al minimo per veterani.

Potrebbe darsi che un contendente gli offra un contratto a medio termine, nel qual caso i Knicks potrebbero lasciarlo andare. Potrebbero concentrarsi su Wright, che ha registrato prestazioni migliori e più sostenibili nei playoff, o dare più opportunità a Kolek.

Se Payne è disposto a tornare al minimo per veterani, ci sono situazioni peggiori per un undicesimo e dodicesimo giocatore, sempre che un nuovo allenatore lo gestisca come tale. La sua presenza in panchina e la chimica con i compagni di squadra potrebbero rivelarsi un valore aggiunto, simile a quello di Ryan Arcidiacono.